Berlino non ha bisogno di presentazione. È una città affascinante, in continuo cambiamento e sfido chiunque a non innamorarsi dopo averla visitata. Ma pochi conoscono una piccola città di poco meno di 160.000 abitanti che si trova a sud/ovest della capitale tedesca, passata alla storia per uno dei trattati più importanti della Seconda Guerra Mondiale: stiamo parlando di Potsdam. In questo articolo vi parleremo di queste due città e di come è semplice raggiungerle.
Berlino
Berlino è la capitale della Germania, la maggiore città, nonché una città-stato (Bundesland). L’area metropolitana vanta più di cinque milioni di abitanti ed è per questo che si può considerare Berlino come una città con dentro tante altre città quanti sono i suoi quartieri. Chi ha già avuto la fortuna di visitarla si sarà di certo accorto degli innumerevoli cantieri che giorno dopo giorno cambiano l’aspetto della città. È in continuo cambiamento e dove una volta c’erano case occupate o abbandonate, oggi sorgono grattacieli e abitazioni moderne.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale quasi 1/3 dell’area della città era ricoperta da macerie e anche le infrastrutture come le ferrovie non erano più agibili. Per poter ripartire e lasciarsi alle spalle l’incubo della guerra la città iniziò la sua ricostruzione quasi immediatamente. Fondamentale fu il lavoro delle Trummerfrauen (le donne delle macerie) che si occuparono di sgomberare le strade dalle macerie, recuperando tutti i materiali ancora riutilizzabili come mattoni, travi e tubi. Una delle testimonianze delle devastazioni è la chiesa Gedachtniskirche, soprannominata “dente cavo” perché è stata volutamente lasciata in stato di rudere dalla popolazione. L’edificio originale, costruito alla fine del 1800, era di un’impressionante grandezza ed è stato voluto dal Kaiser Guglielmo II come parte di una serie di chiese protestanti con l’obiettivo di riavvicinarsi ai valori religiosi. L’interno era decorato con un enorme mosaico di oltre 2700 m che raccontavano la vita dell’imperatore tedesco. Negli anni ’60 intorno ai resti della chiesa furono costruiti quattro nuovi edifici in cemento, acciaio e vetro che costituiscono la nuova chiesa. Purtroppo, secondo il nostro modesto parere, questi nuovi elementi in stile moderno (alcune dei quali ribattezzati con simpatici soprannomi come “la scatola di cipria” o “il rossetto”) oscurano in parte la bellezza dell’antico tempio.

Per scappare dai bombardamenti i berlinesi si rifugiavano nei tunnel sotterranei della città, ossia veri e propri bunker fatti costruire da Hitler per proteggere i cittadini da eventuali attacchi nucleari. Alcuni di questi è possibile visitarli attraverso il tour Berliner Unterwelten dove sono previsti vari percorsi in varie lingue e per conoscere quale vi interessa di più, scoprire gli orari di apertura e i prezzi dei biglietti cliccare qui .
Il Muro di Berlino
Come tutti sanno la Germania uscì sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale e questo determinò la divisione del paese in due stati diversi: a ovest nacque la Repubblica Federale Tedesca sotto l’influenza di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia; a est invece si formò la Repubblica Democratica sotto il controllo dell’Unione Sovietica. Berlino si trovava in quest’ultimo stato e vista la sua importanza si decise in seguito la sua frammentazione con le stesse zone d’influenza dell’intera Germania. Nel 1961 su iniziativa della Germania dell’est venne edificato il Muro di Berlino. Rappresentò per quasi trent’anni il simbolo concreto della “Cortina di Ferro”, ossia quella linea di confine immaginaria che divideva in due l’Europa durante il periodo della Guerra Fredda. I filosovietici sostennero che la costruzione del muro doveva servire come protezione antifascista, ma in realtà era per bloccare l’esodo dei cittadini di Berlino est verso ovest. Inizialmente si trattava solo di una barriera di filo spinato, ma progressivamente venne costruito un muro che circondava Berlino ovest riducendola ad un isola rinchiusa tra i territori sovietici. Era lungo 155 km e nel 1962 venne ampliato con un secondo muro costruito all’interno per rendere più difficile la fuga da una parte all’altra: fu creata così la “Striscia della Morte”. Negli anni in cui il muro era ancora in piedi si sono contate più di 200 vittime che hanno perso la vita nel tentativo di oltrepassare il confine. Invece furono molto di più quelle che riuscirono a farcela e a volte con modi molto ingegnosi: tra i vari tunnel costruiti ce ne fu uno la cui entrata era situata nei pressi del cimitero di Pankow e le persone, facendo finta di andare ad un funerale, sparivano dietro una tomba prestabilita. Era molto più semplice per turisti e stranieri attraversare il confine. Infatti dopo la costruzione del muro fu istituito un importante posto di blocco denominato Checkpoint Charlie situato sulla Friedrichstrasse. Il nome deriva dall’alfabeto fonetico NATO essendo questo il posto di controllo C. Dopo la riunificazione la cabina venne rimossa e collocata all’interno dell’Alliierten Museum. Quella che si può ammirare oggi in strada è una fedele ricostruzione del 2000.




Il 9 novembre 1989 venne abbattuto il Muro di Berlino mettendo fine alla divisione della città e ridando la libertà a migliaia di cittadini tedeschi. In pochi ricordano la causa che portò a tale risultato: per l’eccessiva pressione dei giornalisti durante una conferenza stampa, Schabowski, un importante funzionario della Germania Orientale, dichiarò che sarebbero stati concessi dei permessi ai cittadini di Berlino est per attraversare il muro. I berlinesi dell’est si riversarono in massa in strada per cercare di oltrepassare i famosi checkpoint. Le guardie di frontiera, prese alla sprovvista, non poterono far altro che far passare la folla mettendo così fine ad una divisione che durava ormai da 28 anni. Nei giorni successivi all’epico annuncio di Schabowski, i berlinesi ormai riuniti cominciarono ad abbattere il muro con martelli, picconi ed addirittura a mani nude. Il simbolo di una città veniva così abbattuto. Oggi sono poche le parti di muro ancora in piedi: circa 1,3km di muro formano la famosa East Side Gallery. I murales che ricoprono le pareti dello storico muro sono un inno alla pace e alla non violenza e costituiscono uno dei luoghi di Berlino più visitati e fotografati.

Cosa vedere e dove trovarlo: Alexanderplatz; – Alte Nationalgalerie, Altes Museum (Bodestrasse); – Schloss Charlottenburg (Spandauer Damm); – Berliner Dom (Am Lustgarten); – Fernsehturm (Panoramostrasse); – Rotes Rathaus, Neptunenbrunnen (Rathausstrasse); – Bernauer Strasse; – Siegessäule, Bismarck-Nationaldenkmal (Grosser Stern); – Porta di Brandeburgo (Pariser Platz); – Checkpoint Charlie (Friedrichstrasse); – Reiterstandbild Friedrichs des Großen (Unter den Linden); – East Side Gallery (Muhlenstrasse); – Gendarmenmarkt; – Holocaust Mahnmal (Cora Berliner Strasse); – Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche (Breitscheidplatz); – Märchenbrunnen (Am Friedrichshain); – Oberbaumbrucke; – Potsdamerplatz; – Sowjetisches Ehrenmal (Tiergarten); – St. Hedwigs-Kathedrale (Bebelplatz); – St. Marienkirche (Karl Liebknecht Strasse); – St. Matthäus-Kirche (Matthaikirchplatz); – Neue Synagogue (Oranienburger Strasse); – Reichstag (Platz der Republik).
Come raggiungere Berlino? La città è servita da due aeroporti: quello di Tegel e quello di Schonefeld. Il primo è quello principale dove atterrano le maggiori compagnie aeree ma anche alcune low cost. Il miglior modo per raggiungere il centro è con il bus. Sono previste quattro linee che conducono in altrettante zone della città. Il TXL Jet Expressbus passa per la stazione centrale e fa capolinea in Alexanderplatz; X9 Jet Expressbus passa invece per lo Zoo di Berlino; la linea 128 va verso il nord della città e la linea 109 va verso il castello di Charlottemburg. Durata del tragitto circa 30 minuti per ciascuno. Invece l’aeroporto di Schonefeld è dotato di una stazione dei treni in cui fermano le linee S9 e S45 della S-Bahn, prezzo del biglietto € 3,40. Nella stessa stazione passa anche il treno Airport Express. Sono previste due linee (RE7 e RB14) che, tra le atre, raggiungono anche la stazione centrale. Il treno RB12 invece collega l’aeroporto con la città di Potsdam.







Potsdam
Potsdam è la capitale del Brandeburgo (Berlino si trova al centro di questa regione ma non ne fa parte costituendo un Land proprio). Ha assunto il soprannome di “Versailles tedesca” grazie alla presenza di numerosi palazzi e parchi che furono usati dai re di Prussia. Il più famoso è senza dubbio quello di Sanssouci, il cui nome deriva dal francese sans souci che significa senza preoccupazioni. Questo palazzo, costruito su un unico piano per poter accedere facilmente al giardino da ogni stanza, è situato nell’omonimo parco dove sono collocate anche altre fantastiche costruzioni come il Neues Palais, il Palazzo di Charlottenhof, il Tempio dell’Amicizia e la Casa Cinese. Quest’ultimo padiglione, edificato a forma di quadrifoglio, è stato voluto da Federico il Grande Re di Prussia come sala da tè. La moda dell’epoca prevedeva decorazioni in stile cinese ed è per questo che l’esterno della casa è ornato da statue dorate di dimensioni reali che rappresentano personaggi vestiti con abiti orientali che suonano strumenti o semplicemente bevono del tè.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dal 17/07 al 02/08/1945, in città si tenne la Conferenza di Potsdam tra le potenze vincitrici del conflitto, ossia Gran Bretagna, USA e Unione Sovietica rappresentate da Churchill, Truman e Stalin. La conferenza ebbe luogo all’interno del Palazzo di Cecilienhof per discutere del raggiungimento di accordi post guerra. In seguito a questo incontro furono prese alcune importanti decisioni come la stabilizzazione dei confini tra Polonia e Germania e la divisione della stessa Germania in quattro zone amministrate appunto dalle tre potenze alle quali si aggiunse la Francia. E’ possibile visitare il Palazzo di Cecilienhof e le stanze che ospitarono la conferenza al prezzo di € 8.00 con audioguida.

Oltrepassando di poco la Nauener Tor per dirigersi fuori dal centro città, vi imbatterete in un curioso quartiere con pianta a forma di ippodromo costituito da 12 cascine indipendenti costruite in legno con tetto spiovente. Si tratta della Colonia Russa Alexandrowka: nel 1812 più di mille soldati russi furono catturati dall’esercito prussiano; 62 di questi si stabilirono nella città di Potsdam formando un coro di cantanti che poi si unì al Primo Reggimento di Reparto Prussiano su richiesta del re combattendo contro Napoleone. In seguito alla morte dello Zar Alessandro I avvenuta nel 1825, Federico Guglielmo III decise di costruire questa colonia come memoriale in segno della profonda amicizia che lo legava al sovrano russo. In quegli anni erano rimasti a vivere a Potsdam solo 12 cascine. Quattro anni dopo fu consacrata anche la Chiesa Ortodossa Russa intitolata ad Alexander Nevsky. Nel 2008 morì l’ultimo discendente diretto di quelle famiglie. Oggi le case sono di proprietà privata tranne quella situata al civico n. 2 adibita a museo visitabile al prezzo di € 3.50.

Cosa vedere e dove trovarlo: Alexandrowka (Russiske Kolonie); – Fortunaportal, St. Nikolaikirche (Aletr Markt); – Ringerkolonnade (Stubenplatz); – Branderburger Strasse; – Branderburger Tor (Luisenplatz); – Schloss Sanssouci (Maulbeerallee); – Landesregierung Brandenburg Zentrale Vermittlung (Lindenstrasse); – Neues Palais; – Orangerieschloss; – Katholische Pfarrkirche St. Peter und Paul (Am Bassin); – Rathaus (Friedrich Ebert Strasse); – Palazzo Belvedere (Pfingstberg); – Schloss Cecilienhof (Im Neuen Garten); – Park Sanssouci.
Come raggiungere Potsdam? Potsdam è facilmente raggiungibile dall’aeroporto di Berlino – Schonefeld attraverso il treno RB12. Altrimenti se già vi trovate nella capitale tedesca potete raggiungere questa cittadina con la linea S7 della S-Bahn.





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